In occasione della Giornata della Memoria, che ricorre ogni anno il 27 gennaio, è tornato al centro dell’attenzione Passaggio ad Auschwitz, brano per pianoforte del pianista e compositore Roberto Fasciano, musicista pugliese attivo tra composizione, didattica e produzione musicale contemporanea.
Il brano, già pubblicato e disponibile all’ascolto, nasce come riflessione musicale sul dolore e sulla sofferenza delle vittime dei campi di concentramento nazisti. Auschwitz – luogo divenuto simbolo della cosiddetta “soluzione finale” – rappresenta uno degli abissi più profondi della storia umana, teatro dello sterminio di oltre un milione di persone, in gran parte ebrei.
Una scrittura pianistica come testimonianza
Passaggio ad Auschwitz non è musica descrittiva né illustrativa in senso tradizionale. La scrittura pianistica si sviluppa invece attraverso un linguaggio potente, drammatico e incalzante, in cui la tensione espressiva è costantemente sostenuta da una materia sonora densa, aspra, priva di compiacimenti lirici. Il pianoforte diventa veicolo di un’urgenza narrativa che non allude, ma afferma, non frammenta, ma incide.
La forza del discorso musicale risiede nella sua capacità di trasmettere il peso storico ed emotivo della tragedia, trasformando il suono in atto di responsabilità. Il pianoforte si fa così strumento di memoria attiva: non racconta, ma testimonia. Non offre consolazione, ma impone un confronto diretto con la violenza della Storia. In questa prospettiva, la composizione si colloca all’interno di una poetica che concepisce la musica come spazio etico prima ancora che estetico, luogo di consapevolezza e di ascolto necessario.
Dal teatro alla raccolta pianistica
Il brano ha avuto anche una significativa vita teatrale: Passaggio ad Auschwitz è stato utilizzato nelle musiche di scena composte da Roberto Fasciano per il capolavoro teatrale di Peter Weiss, L'istruttoria, con la regia di Marco Pilone.
Un contesto drammaturgico di altissimo valore civile, in cui la musica assume un ruolo strutturale: non semplice accompagnamento, ma elemento di profondità emotiva e storica, in dialogo costante con la parola e la scena.
Successivamente, il brano è stato inserito nella raccolta pianistica Storie al pianoforte (Ed. Academy 2009), progetto che riunisce composizioni legate a temi narrativi, storici e memoriali, confermando l’attenzione dell’autore per una musica capace di interrogare il presente attraverso il passato.
Memoria, responsabilità, ascolto
Riproporre oggi Passaggio ad Auschwitz significa riaffermare il valore della memoria come responsabilità collettiva. In un tempo in cui la distanza storica rischia di trasformarsi in indifferenza, la musica può ancora offrire uno spazio di ascolto profondo, non retorico, non spettacolare.
La Giornata della Memoria non è soltanto commemorazione, ma esercizio critico di consapevolezza. In questo senso, la musica – quando rinuncia a ogni forma di compiacimento – può diventare uno strumento potente di riflessione e di testimonianza.
Passaggio ad Auschwitz si inserisce in questa prospettiva: una pagina pianistica essenziale, severa, necessaria.

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