di Roberto Fasciano

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sabato 17 gennaio 2026

Passaggio ad Auschwitz: una pagina musicale per la Giornata della Memoria

 In occasione della Giornata della Memoria, che ricorre ogni anno il 27 gennaio, è tornato al centro dell’attenzione Passaggio ad Auschwitz, brano per pianoforte del pianista e compositore Roberto Fasciano, musicista pugliese attivo tra composizione, didattica e produzione musicale contemporanea.

Il brano, già pubblicato e disponibile all’ascolto, nasce come riflessione musicale sul dolore e sulla sofferenza delle vittime dei campi di concentramento nazisti. Auschwitz – luogo divenuto simbolo della cosiddetta “soluzione finale” – rappresenta uno degli abissi più profondi della storia umana, teatro dello sterminio di oltre un milione di persone, in gran parte ebrei.



Una scrittura pianistica come testimonianza

Passaggio ad Auschwitz non è musica descrittiva né illustrativa in senso tradizionale. La scrittura pianistica si sviluppa invece attraverso un linguaggio potente, drammatico e incalzante, in cui la tensione espressiva è costantemente sostenuta da una materia sonora densa, aspra, priva di compiacimenti lirici. Il pianoforte diventa veicolo di un’urgenza narrativa che non allude, ma afferma, non frammenta, ma incide.

La forza del discorso musicale risiede nella sua capacità di trasmettere il peso storico ed emotivo della tragedia, trasformando il suono in atto di responsabilità. Il pianoforte si fa così strumento di memoria attiva: non racconta, ma testimonia. Non offre consolazione, ma impone un confronto diretto con la violenza della Storia. In questa prospettiva, la composizione si colloca all’interno di una poetica che concepisce la musica come spazio etico prima ancora che estetico, luogo di consapevolezza e di ascolto necessario.

Dal teatro alla raccolta pianistica

Il brano ha avuto anche una significativa vita teatrale: Passaggio ad Auschwitz è stato utilizzato nelle musiche di scena composte da Roberto Fasciano per il capolavoro teatrale di Peter Weiss, L'istruttoria, con la regia di Marco Pilone.

Un contesto drammaturgico di altissimo valore civile, in cui la musica assume un ruolo strutturale: non semplice accompagnamento, ma elemento di profondità emotiva e storica, in dialogo costante con la parola e la scena.

Successivamente, il brano è stato inserito nella raccolta pianistica Storie al pianoforte (Ed. Academy 2009), progetto che riunisce composizioni legate a temi narrativi, storici e memoriali, confermando l’attenzione dell’autore per una musica capace di interrogare il presente attraverso il passato.

Memoria, responsabilità, ascolto

Riproporre oggi Passaggio ad Auschwitz significa riaffermare il valore della memoria come responsabilità collettiva. In un tempo in cui la distanza storica rischia di trasformarsi in indifferenza, la musica può ancora offrire uno spazio di ascolto profondo, non retorico, non spettacolare.

La Giornata della Memoria non è soltanto commemorazione, ma esercizio critico di consapevolezza. In questo senso, la musica – quando rinuncia a ogni forma di compiacimento – può diventare uno strumento potente di riflessione e di testimonianza.

Passaggio ad Auschwitz si inserisce in questa prospettiva: una pagina pianistica essenziale, severa, necessaria.

venerdì 26 dicembre 2025

Puer Apuliae: oggi 26 dicembre 2025 esce il mio brano per cinque violoncelli dedicato a Federico II

 Oggi, 26 dicembre 2025, nel giorno del compleanno di Federico II di Svevia, pubblico sulle principali piattaforme digitali il singolo “Puer Apuliae”, una composizione per cinque violoncelli che ho scritto nel 2022. Ho scelto questa data con intenzione: non come semplice ricorrenza, ma come segno simbolico. Federico II – lo “Stupor Mundi” – è una figura che ha inciso profondamente nella storia culturale del Mediterraneo e della Puglia; la sua eredità non è solo materia da manuale, ma continua a generare immaginari, tensioni e domande. In Puer Apuliae ho provato a trasformare quell’energia in musica.

Sono un compositore tranese contemporaneo, attivo nel panorama musicale italiano, e in questo progetto ho voluto coniugare due direttrici che considero centrali nel mio lavoro: da un lato la scrittura strumentale come architettura (struttura, polifonia, registri, equilibrio); dall’altro l’idea che la musica possa essere una forma di racconto, capace di evocare identità, memoria e territorio senza diventare illustrazione.

Perché “Puer Apuliae”

Il titolo Puer Apuliae richiama la Puglia come luogo di formazione e di destino, e la giovinezza come origine di una traiettoria. Federico II, pur essendo una figura “europea” e mediterranea insieme, è legato in modo speciale a questa terra. Ho immaginato il brano come un percorso: non una biografia in suoni, ma una narrazione per immagini interiori, dove la musica alterna densità e rarefazione, chiarezza e mistero, energia e contemplazione.

In altre parole: mi interessava l’idea di una presenza, più che la descrizione di un evento. L’ascolto, idealmente, dovrebbe restituire una tensione costante fra radicamento e apertura, fra identità territoriale e respiro universale.

Un organico raro: cinque violoncelli

Scrivere per cinque violoncelli significa lavorare con un “monocolore” timbrico che, proprio perché apparentemente uniforme, obbliga a una ricerca molto fine. Il violoncello può essere voce, basso, sostegno armonico, canto lirico, contrappunto, materia scura e luce improvvisa. In un quintetto di violoncelli la sfida è duplice:

  • mantenere leggibilità nella stratificazione;

  • creare profondità senza appesantire il suono.

In Puer Apuliae la polifonia non è un ornamento: è il modo con cui la musica costruisce spazio, prospettiva e significato. Le linee si intrecciano, si sostengono, si contraddicono, talvolta si addensano fino a diventare “architettura” timbrica. È anche per questo che, a livello immaginativo, il mio pensiero è tornato più volte alle geometrie e ai simboli dell’Italia meridionale federiciana.

Il brano dal vivo: Apulia Cello Ensemble

Prima di arrivare alla pubblicazione digitale, Puer Apuliae ha già avuto una vita importante: è stato eseguito con successo in tournée dal Quintetto Apulia Cello Ensemble. Per un compositore, il passaggio dal foglio al suono reale è decisivo: l’interpretazione dal vivo chiarisce, mette alla prova, conferma o suggerisce nuovi dettagli. Quelle esecuzioni hanno dato al brano concretezza, respiro, esperienza pubblica.

Oggi, con l’uscita sulle piattaforme, Puer Apuliae entra in una fase diversa: quella dell’ascolto ripetuto, della scoperta per dettagli, della fruizione individuale.

Una produzione particolare: la registrazione multitraccia di Sérgio Rabello

La versione che pubblico oggi nasce da una registrazione in multitraccia realizzata dal violoncellista brasiliano Sérgio Rabello. Questa scelta produttiva non è “solo tecnica”: il multitracking, in un brano polifonico e stratificato, consente un controllo molto accurato sull’equilibrio tra le parti, sulla chiarezza delle linee, sulla resa dinamica e sulle micro-intonazioni dell’insieme.

Il risultato che cercavo era una tessitura profonda ma leggibile: una densità sonora in cui il dettaglio non venga inghiottito, e in cui la polifonia rimanga percepibile anche a un ascolto non specialistico. In questo senso, la produzione diventa parte integrante dell’interpretazione.

Perché pubblicarlo proprio oggi

Pubblicare Puer Apuliae il 26 dicembre significa legare una nuova musica al giorno di nascita di Federico II, e quindi alla sua capacità – ancora attuale – di essere ponte fra mondi, culture e linguaggi. È un gesto simbolico che mi interessa anche sul piano contemporaneo: oggi più che mai abbiamo bisogno di strumenti (anche artistici) per pensare l’identità non come recinto, ma come dialogo.

Tra i compositori tranesi viventi, sento il dovere e la responsabilità di contribuire a una narrazione culturale in cui Trani e la Puglia non siano soltanto cornice, ma contenuto vivo: ricerca, visione, progettualità.

Ascolta “Puer Apuliae” (link)

Da oggi Puer Apuliae è disponibile su Spotify, Apple Music, Amazon Music, YouTube Music e sulle principali piattaforme.

Se vuoi sostenere concretamente il progetto: il gesto che aiuta di più è ascoltare, salvare tra i preferiti e condividere.

Ascolta ora Puer Apuliae Spotify

domenica 7 dicembre 2025

Il sogno e la memoria: la nuova pubblicazione digitale di un brano del 2009 dalle “Storie al pianoforte”

 Con l’uscita del nuovo singolo Il sogno e la memoria, Roberto Fasciano torna a condividere una pagina significativa del suo repertorio pianistico. Il brano, composto nel 2009 e pubblicato nella raccolta Storie al pianoforte (Edizioni Academy), è un tassello prezioso della produzione dell’autore: una musica che esplora il rapporto tra sogno, ricordo e interiorità attraverso un linguaggio limpido e profondamente comunicativo.

La raccolta Storie al pianoforte riunisce una serie di brani nati con una forte vocazione narrativa. Ogni pezzo sembra raccontare un frammento di vita, un’immagine, una sensazione catturata nel tempo. In questo contesto, Il sogno e la memoria rappresenta forse uno dei momenti più contemplativi: il gesto pianistico diventa voce interiore, la melodia emerge come un ricordo lontano che affiora alla superficie, mentre l’armonia accompagna questo processo con discrezione e delicatezza.

Dal punto di vista musicale, il brano si caratterizza per la sua struttura essenziale ma evocativa. Le frasi sono scolpite con attenzione, quasi come se ogni nota fosse un passo in un paesaggio emotivo privato. La scrittura pianistica è fluida, con un equilibrio costante tra linearità melodica e spazi di risonanza. L’aspetto timbrico, particolarmente curato, crea un’atmosfera sospesa, in cui il tempo sembra dilatarsi.

La pubblicazione del singolo su tutte le principali piattaforme digitali rappresenta un momento importante: un’opera pianistica nata più di quindici anni fa trova oggi una nuova vita nel contesto contemporaneo dello streaming, rendendosi accessibile a un pubblico più ampio e variegato. Per chi segue il percorso compositivo di Roberto Fasciano, si tratta di un ulteriore tassello nella costruzione di un repertorio coerente, riconoscibile e profondamente personale.

Il sogno e la memoria invita l’ascoltatore a un viaggio intimo, in cui memoria e immaginazione si intrecciano in un linguaggio musicale che non ha bisogno di grandi gesti per comunicare. È un brano che parla sottovoce, ma con sincerità.

La versione digitale del brano è ora disponibile su tutte le piattaforme musicali.

ROBERTO FASCIANO Il sogno e la Memoria

mercoledì 5 novembre 2025

Roberto Fasciano — “Ed è subito follia”: nuovo singolo per pianoforte (da Storie al pianoforte)

Storie al pianoforte è una raccolta nata dal rapporto più diretto e personale tra il pianista e il proprio strumento: una narrazione senza parole, fatta di immagini interiori, emozioni improvvise e memorie che affiorano.


“Ed è subito follia” è uno dei brani più intensi di questa raccolta. Una pagina in cui il moto del pensiero diventa musica, trasformandosi in un vortice improvviso, in una vertigine emotiva, in un lampo che attraversa l’anima.

«Un lampo nella mente, una vertigine improvvisa: ed è subito follia.»

Carattere e linguaggio musicale

Il brano è scritto in Re minore e presenta un andamento animato, con una scrittura pianistica tesa, nervosa, a tratti quasi concitata.

  • Sezione A (4/4): figura ritmica incalzante, frasi brevi, respiro agitato.
  • Sezione B (4/4): intensità crescente, tensione armonica che si dilata.
  • Ripresa di A (6/4): la metrica si allarga, come un cuore che accelera.
  • Coda (4/4): un ritorno improvviso al silenzio, sospeso.

Il carattere è tormentoso e drammatico, ma non privo di fragilità: è il momento in cui la ragione vacilla e l’emozione prende il sopravvento.

Un brano che ha già una storia

Alcuni brani della raccolta sono stati utilizzati come colonna sonora dello spettacolo teatrale L’Istruttoria di Peter Weiss, con la regia di Marco Pilone: contesto in cui la musica ha dato voce a stati psicologici estremi, tensioni profonde e silenzi pieni di significato.

Ascolta “Ed è subito follia”

🎧 Spotify: Ascolta ora
📹 YouTube: Guarda / Ascolta

La musica è un luogo interiore. Ogni ascolto è una piccola rivelazione.

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venerdì 31 ottobre 2025

Roberto Fasciano – The Angel of Darkness: un racconto in musica tra luce e ombra

 

Un nuovo brano per pianoforte di Roberto Fasciano


The Angel of Darkness è una composizione originale per pianoforte di Roberto Fasciano, scritta in tempo ternario (Andante, 3/4), dal carattere dolce e malinconico. Il brano nasce dal desiderio di tradurre in suono la sottile linea che separa la luce dall’oscurità, la pace dal silenzio, la notte dal primo chiarore dell’alba.

L’opera si sviluppa attraverso un linguaggio melodico limpido e intimamente cantabile, sostenuto da un’armonia trasparente e riflessiva. Le sonorità sono morbide, la pulsazione regolare e quasi ipnotica, come se ogni battito racchiudesse un respiro, una preghiera, un gesto sospeso nel tempo.

Un’ispirazione notturna

La scena immaginata è quella di un angelo della notte che, seduto su una mezzaluna argentata, ascolta la musica del mondo e la trasforma in luce. La notte diventa così il luogo dell’ascolto, della memoria e della rinascita. L’oscurità non è più assenza, ma un silenzio che prepara la rivelazione.

In questo senso, The Angel of Darkness rappresenta una delle pagine più poetiche del repertorio pianistico di Roberto Fasciano: una musica capace di evocare immagini e sentimenti, di unire contemplazione e speranza, malinconia e dolcezza.

Struttura e linguaggio musicale

Il brano è costruito su una forma libera, in cui episodi contrastanti emergono e si dissolvono con naturalezza. Il tema principale ritorna più volte, come un ricordo che non vuole svanire. La scrittura armonica, pur restando tonale, si apre a sfumature modali e cromatiche che ampliano la percezione dello spazio sonoro.

L’uso del registro medio-grave del pianoforte crea profondità, mentre la linea melodica, spesso affidata alla mano destra, disegna archi espressivi che si distendono in un clima di sospensione e quiete.

Musica per un momento di silenzio

Come molte delle opere di Roberto Fasciano, anche The Angel of Darkness è pensato per chi desidera ritrovare nel suono un luogo di intimità. È una musica che parla piano, che invita all’ascolto profondo, che accompagna la meditazione, la lettura o la semplice contemplazione di una sera d’autunno.

Guarda e ascolta il video ufficiale

Il video ufficiale di The Angel of Darkness è pubblicato sul canale YouTube di Roberto Fasciano e offre un racconto visivo parallelo: un viaggio poetico tra immagini, luce e suono, in cui la figura dell’angelo si intreccia con quella del pianista, fino a dissolversi nella stessa musica.

🎧 Guarda il video su YouTube → The Angel of Darkness


lunedì 27 ottobre 2025

Danza delle foglie d’autunno – un racconto musicale per pianoforte (uscita 29 ottobre 2025)

 La musica ha la capacità di raccogliere il tempo che scorre: un attimo di vento, una foglia che cade, un eco che vibra. È da questa intuizione che nasce Danza delle foglie d’autunno, il mio nuovo brano per pianoforte solo tratto dalla raccolta Storie al pianoforte.

In questo lavoro ho immaginato una passeggiata in un bosco autunnale: i tasti del pianoforte diventano rami, le pause fra i suoni lasciano spazio al respiro dell’aria, la melodia si fa fruscio. Non è una descrizione narrativa precisa, ma una cornice aperta: un invito a riconoscere, ciascuno, la propria foglia, il proprio tempo che scivola.

Dal punto di vista compositivo, ho privilegiato una scrittura sobria e trasparente. Le figurazioni non puntano alla virtuosità: preferiscono invece un’attenzione timbrica, un uso del silenzio, un equilibrio fra densità e leggerezza. L’armonia resta essenziale, la melodia sussurra. Anche la risonanza della tastiera diventa parte del racconto: lasciare che il suono si depositi, che lo spazio fra le note conti quanto le note stesse.

Quando ascoltarlo? Questo brano è pensato per i momenti di riflessione, per la concentrazione lieve, per un cambio di prospettiva: magari dopo una passeggiata, con cuffie o in un ambiente tranquillo, lasciando che il tempo rallenti. Non serve una conoscenza tecnica approfondita: è un invito semplice e diretto all’ascolto consapevole.

📅 Danza delle foglie d’autunno sarà disponibile da mercoledì 29 ottobre 2025 su tutte le principali piattaforme digitali (Spotify, Apple Music, Amazon Music e via dicendo). Appena i link saranno attivi, aggiornerò questo articolo con il collegamento diretto all’ascolto e una breve nota di ascolto.

Grazie per l’attenzione e per il tempo che dedicherete all’ascolto: la musica è davvero il tempo condiviso.

domenica 26 ottobre 2025

Roberto Fasciano — I racconti del mare: genesi e viaggio nella musica per pianoforte

 

Presentazione dell’opera “I racconti del mare”

  • I racconti del mare – Roberto Fasciano, raccolta di composizioni per pianoforte ispirate al mare


I racconti del mare
è una raccolta di brani per pianoforte che nasce dal desiderio di tradurre in musica il linguaggio del mare, i suoi respiri, i suoi silenzi, le sue metamorfosi.

Non è solo un ciclo pianistico, ma un percorso poetico e interiore: ogni brano è una visione, un’emozione, un frammento di tempo che il mare custodisce e restituisce a chi sa ascoltare.

Composta nel 2007 e pubblicata da Florestano Edizioni, la raccolta è stata incisa nello stesso anno presso il Lab Sonic Studio di Matera, e rappresenta una delle tappe più significative della mia ricerca compositiva.
In questi brani convivono elementi della tradizione classica e della modernità: linguaggi tonali e modali, armonie aperte, accordi estesi, ritmi che richiamano le maree.
Il pianoforte diventa paesaggio, voce e respiro: a volte moto ondoso, a volte luce, a volte silenzio.

Ogni titolo rimanda a una suggestione — Orme, Alba sul Mediterraneo, Volo di Gabbiani, Il canto del mare, Il respiro… — e ognuno di questi racconti nasce da un’immagine, da una memoria, da un suono interiore.
Attraverso il mare si parla della vita: di ciò che resta e di ciò che scompare, del tempo, della memoria, dei sentimenti profondi che abitano l’animo umano.

Ascoltare I racconti del mare significa lasciarsi attraversare da questo movimento continuo: come onde, i suoni si rincorrono e si dissolvono, cercando — in ogni nota — un punto d’incontro tra la natura e l’anima, tra la musica e il silenzio.


Alba sul Mediterraneo

“Alba sul Mediterraneo” nasce da un momento sospeso, quando la notte si ritira e la luce del giorno comincia a respirare.
Il mare diventa specchio del cielo, e in quel riflesso si accende la speranza del nuovo giorno.

Didascalia:
«Nella calma delle ore del mattino, si ritira l’oscurità silente, mentre i primi raggi di sole si riflettono su uno specchio d’acqua in un contrappunto di luci e ombre.»

La musica si apre lentamente, come un orizzonte che si schiarisce: un canto di luce e di rinascita, dove le voci del contrappunto si intrecciano come raggi che attraversano l’acqua.


Il Canto del Mare

“Il canto del mare” è una pagina poetica e luminosa: il pianoforte disegna un’onda quieta, fatta di linee cantabili e legature morbide che si aprono e si richiudono come un respiro lento. Le armonie, lievemente cangianti, sostengono una melodia essenziale, lasciando spazio a silenzi trasparenti e a un tempo interiore che scorre senza fretta. Non c’è descrizione letterale: c’è l’immagine del mare calmo, l’orizzonte che si schiarisce, la luce che si posa sull’acqua

Didascalia: «Suoni d'acqua, suoni di vento e di terra si fondono nel magico canto del mare.»

Un brano di misura e chiarezza, dove l’emozione nasce dalla semplicità del gesto e dalla sospensione dell’ultimo accordo — come uno sguardo che resta sulla linea del mare.

Il Respiro

“Il Respiro” evoca il ritmo invisibile dell’oceano, il suo eterno alternarsi di moto e quiete.
È un canto vitale e fluido, che parla di movimento, di energia e di ritorno.

Didascalia:
«Il respiro del mare si perpetua suadente nelle maree, nelle onde e nella risacca.»

Il pianoforte diventa il traduttore di questa forza naturale: le note si muovono come onde, respirano, si espandono e si ritirano, in un equilibrio continuo tra sospensione e rilascio.

Orme

Come impronte lasciate sulla sabbia, “Orme” è un brano che racconta ciò che resta e ciò che svanisce.
Le onde cancellano i segni del nostro passaggio, ma ne conservano la memoria, come un’eco lontana.

Didascalia:
«Orme delebili, lasciate come calchi al nostro passaggio, si inseguono alla ricerca del tempo.»

La musica si muove in un ritmo continuo, come il respiro del mare, alternando sospensioni e ritorni, mentre il suono del pianoforte diventa il passo del tempo che scorre e si dissolve.

Il Castello di Sabbia

“Il Castello di Sabbia” è un ricordo che riaffiora, una pagina di memoria che si dissolve come sabbia bagnata.
È la nostalgia dell’infanzia, della bellezza fragile e del tempo che scorre in silenzio.

Didascalia:
«L’incanto di un castello; il nostro passato riemerge alla memoria e svanisce come sabbia bagnata.»

Il brano si muove con dolcezza e malinconia: la melodia, ampia e cantabile, si intreccia con arpeggi delicati in 6/8, come onde leggere che accarezzano la riva.
Nella coda finale, la musica si spegne lentamente su un pedale di Fa, come un carillon che smette di suonare, lasciando un’eco di sogno e serenità.

Orizzonti

“Orizzonti” è un invito a guardare lontano, a superare i confini visibili per scoprire ciò che attende oltre.
È una musica che respira libertà, speranza e movimento interiore.

Didascalia:
«Gli orizzonti sono negli occhi di chi vede lontano, nel cuore di chi spera, nell’anima di chi ha pace.»

Il brano alterna slancio e quiete: la sezione A, animata da ritmi sincopati e accordi ampi, suggerisce energia e desiderio di scoperta; la sezione B, più pacata, è un momento di riflessione, come una pausa contemplativa tra due viaggi.
La ripresa finale unisce questi due mondi in un’unica visione serena e luminosa.

Grecale

“Grecale” è il vento che soffia forte sul mare e ne modella la superficie, le vele, le rocce.
È energia pura, luce, moto, libertà.
Un brano che unisce virtuosismo e poesia, evocando la forza dinamica degli elementi naturali.

Didascalia:
«Il soffio del vento sfiora la superficie del mare e prende forma nei mille spruzzi d’acqua, nelle bianche e gonfie vele, nelle rocce scolpite.»

La musica procede con slancio e impeto: le raffiche di vento diventano rapide volatine e accordi incisi, le onde si infrangono in un ritmo irregolare e potente, fino a dissolversi in un respiro di luce.

Volo di Gabbiani

“Volo di Gabbiani” racconta la libertà, la leggerezza e la grazia di un volo che attraversa il cielo.
È il mare visto dall’alto, sospeso tra vento e silenzio, tra la terra e l’infinito.

Didascalia:
«I disegni di un volo libero, evoluzioni di un gabbiano, animano lo spazio incontrastato di un’aria tersa, nel cielo azzurro di primavera.»

Il pianoforte diventa respiro e movimento: la musica si libra nell’aria, si alza e si distende come ali che si aprono alla luce, evocando la purezza e la bellezza del volo.

Al Crepuscolo

“Al Crepuscolo” nasce dal dialogo silenzioso tra luce e ombra, tra ciò che finisce e ciò che inizia.
È un momento sospeso, dove il tempo rallenta e lascia spazio al pensiero.

Didascalia:
«Uno sguardo al passato e uno al futuro. Con questi pensieri mi perdo nella luce soffusa e misteriosa del crepuscolo.»

Il brano, in Mi bemolle maggiore, si muove con passo lento e meditativo: la melodia cantabile si intreccia con armonie arricchite da none e tredicesime, che creano un colore moderno e raffinato.
La sezione centrale, più mossa, si apre come un raggio di luce prima del tramonto, per poi tornare a un’atmosfera intima e raccolta, fino a dissolversi nella calma della sera.

Riflessi di Luna

“Riflessi di Luna” è una visione poetica: la luce lunare che danza sull’acqua, trasformando il silenzio notturno in musica.
È il momento in cui il mare diventa specchio del cielo, e il suono si fa riflesso.

Didascalia:
«C'era una luna tutta sola, in un cielo stellato, quasi viola. Col suo volto luminoso, sul mare si specchiò. E il mare, generoso, abbracciò quello spicchio di luna non più sola.»

La scrittura alterna dolcezza e trasparenza: gli arpeggi della mano sinistra terminano spesso su una nona sospesa, mentre la melodia scorre serena e sognante.
Nella sezione B, il ritmo puntato e il gioco tra figura e sfondo evocano il tremolio della luce che si rifrange sulle onde.
La coda, intima e contemplativa, chiude il brano come un respiro sotto la luna, tra sogno e realtà.

Pensieri sommersi

“Pensieri sommersi” è un viaggio interiore, un’immersione nella profondità dell’anima, dove le emozioni si muovono lente come correnti sottomarine.
È la parte più intima e riflessiva de I racconti del mare, dove il tempo sembra sospeso e ogni nota diventa pensiero.

Didascalia:
«Scorrono i pensieri, corre la mia penna su un foglio, come trascorre il tempo. Tutto fugge via senza orma, né traccia, tra la nebbia d’inverno, il silenzio sotto le stelle, la pioggia che scende, il moto delle onde; ma qualcosa resta. L’amore è immortale.»

Il brano, in Re bemolle maggiore, unisce una melodia cantabile a un linguaggio armonico ricco e dilatato.
Le terzine regolari e gli accordi ampi creano una sensazione di respiro e continuità.
È una pagina di grande intensità lirica e spirituale: un pensiero che affiora, un ricordo che non si dissolve, un’emozione che rimane — come un’eco nel profondo del mare.

Ascolta i Racconti del Mare:

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