Oggi, 26 dicembre 2025, nel giorno del compleanno di Federico II di Svevia, pubblico sulle principali piattaforme digitali il singolo “Puer Apuliae”, una composizione per cinque violoncelli che ho scritto nel 2022. Ho scelto questa data con intenzione: non come semplice ricorrenza, ma come segno simbolico. Federico II – lo “Stupor Mundi” – è una figura che ha inciso profondamente nella storia culturale del Mediterraneo e della Puglia; la sua eredità non è solo materia da manuale, ma continua a generare immaginari, tensioni e domande. In Puer Apuliae ho provato a trasformare quell’energia in musica.
Sono un compositore tranese contemporaneo, attivo nel panorama musicale italiano, e in questo progetto ho voluto coniugare due direttrici che considero centrali nel mio lavoro: da un lato la scrittura strumentale come architettura (struttura, polifonia, registri, equilibrio); dall’altro l’idea che la musica possa essere una forma di racconto, capace di evocare identità, memoria e territorio senza diventare illustrazione.
Perché “Puer Apuliae”
Il titolo Puer Apuliae richiama la Puglia come luogo di formazione e di destino, e la giovinezza come origine di una traiettoria. Federico II, pur essendo una figura “europea” e mediterranea insieme, è legato in modo speciale a questa terra. Ho immaginato il brano come un percorso: non una biografia in suoni, ma una narrazione per immagini interiori, dove la musica alterna densità e rarefazione, chiarezza e mistero, energia e contemplazione.
In altre parole: mi interessava l’idea di una presenza, più che la descrizione di un evento. L’ascolto, idealmente, dovrebbe restituire una tensione costante fra radicamento e apertura, fra identità territoriale e respiro universale.
Un organico raro: cinque violoncelli
Scrivere per cinque violoncelli significa lavorare con un “monocolore” timbrico che, proprio perché apparentemente uniforme, obbliga a una ricerca molto fine. Il violoncello può essere voce, basso, sostegno armonico, canto lirico, contrappunto, materia scura e luce improvvisa. In un quintetto di violoncelli la sfida è duplice:
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mantenere leggibilità nella stratificazione;
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creare profondità senza appesantire il suono.
In Puer Apuliae la polifonia non è un ornamento: è il modo con cui la musica costruisce spazio, prospettiva e significato. Le linee si intrecciano, si sostengono, si contraddicono, talvolta si addensano fino a diventare “architettura” timbrica. È anche per questo che, a livello immaginativo, il mio pensiero è tornato più volte alle geometrie e ai simboli dell’Italia meridionale federiciana.
Il brano dal vivo: Apulia Cello Ensemble
Prima di arrivare alla pubblicazione digitale, Puer Apuliae ha già avuto una vita importante: è stato eseguito con successo in tournée dal Quintetto Apulia Cello Ensemble. Per un compositore, il passaggio dal foglio al suono reale è decisivo: l’interpretazione dal vivo chiarisce, mette alla prova, conferma o suggerisce nuovi dettagli. Quelle esecuzioni hanno dato al brano concretezza, respiro, esperienza pubblica.
Oggi, con l’uscita sulle piattaforme, Puer Apuliae entra in una fase diversa: quella dell’ascolto ripetuto, della scoperta per dettagli, della fruizione individuale.
Una produzione particolare: la registrazione multitraccia di Sérgio Rabello
La versione che pubblico oggi nasce da una registrazione in multitraccia realizzata dal violoncellista brasiliano Sérgio Rabello. Questa scelta produttiva non è “solo tecnica”: il multitracking, in un brano polifonico e stratificato, consente un controllo molto accurato sull’equilibrio tra le parti, sulla chiarezza delle linee, sulla resa dinamica e sulle micro-intonazioni dell’insieme.
Il risultato che cercavo era una tessitura profonda ma leggibile: una densità sonora in cui il dettaglio non venga inghiottito, e in cui la polifonia rimanga percepibile anche a un ascolto non specialistico. In questo senso, la produzione diventa parte integrante dell’interpretazione.
Perché pubblicarlo proprio oggi
Pubblicare Puer Apuliae il 26 dicembre significa legare una nuova musica al giorno di nascita di Federico II, e quindi alla sua capacità – ancora attuale – di essere ponte fra mondi, culture e linguaggi. È un gesto simbolico che mi interessa anche sul piano contemporaneo: oggi più che mai abbiamo bisogno di strumenti (anche artistici) per pensare l’identità non come recinto, ma come dialogo.
Tra i compositori tranesi viventi, sento il dovere e la responsabilità di contribuire a una narrazione culturale in cui Trani e la Puglia non siano soltanto cornice, ma contenuto vivo: ricerca, visione, progettualità.
Ascolta “Puer Apuliae” (link)
Da oggi Puer Apuliae è disponibile su Spotify, Apple Music, Amazon Music, YouTube Music e sulle principali piattaforme.
Se vuoi sostenere concretamente il progetto: il gesto che aiuta di più è ascoltare, salvare tra i preferiti e condividere.
Ascolta ora Puer Apuliae Spotify









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